Gli obiettivi di Timberland per il 2020

 

Timberland footprint in the sand

 

Prendete una settimana di lavoro. Aggiungete una domenica di sole e una gran voglia di godersela in riva a un lago o su un sentiero di montagna – anche sotto le fronde di un albero del parco più vicino a casa, per chi non ha il tempo di allontanarsi dalla città. Saltare fuori dal letto pieni di energia, allacciarsi ai piedi un paio di scarpe comode per camminare, buttarsi uno zaino in spalla e partire verso un nuovi orizzonti. Orizzonti da scoprire, ma soprattutto da proteggere, perché in futuro altri ne possano ancora godere. Per questo Timberland ha deciso di impegnarsi al fianco delle tante organizzazioni, aziende e persone comuni che credono nell'equilibrio tra uomo e natura.

 

Fedele all'idea che il miglior modo per diffondere un'idea sia un comportamento coerente con ciò in cui si crede, Timberland si è data obiettivi ambiziosi legati alla sostenibilità e all’impatto ambientale dei propri prodotti, a partire dalla loro realizzazione, e ha stabilito al 2020 la deadline per la realizzazione dei punti di questo programma verde: dall'utilizzo di cotone e pelle 100% eco sostenibili al totale abbandono di PVC, fino alla decisone di piantare entro i prossimi due anni 10 milioni di nuovi alberi. 

 

Gli obiettivi sono stati divisi in tre macro-aree di intervento, relative al "prodotto", ossia tutti gli accorgimenti per portare l'impatto ambientale delle diverse linee del marchio a una percentuale vicino allo zero, all’ “ambiente", che si traduce in politiche per il rimboschimento e per il recupero delle aree verdi delle città, e alla “comunità", per coinvolgere chi lavora in Timberland in attività per il miglioramento delle comunità di appartenenza.

 

Timberland ha deciso di concentrare i propri sforzi soprattutto sugli obiettivi legati al prodotto, nella convinzione che qualunque capo indossato in giro per il mondo possa trasformarsi nel primo segno tangibile dell'impegno per l’ambiente, e di fare tutto questo puntando a un 100% di successo. Cento per cento, ad esempio, sarà entro due anni la percentuale dell’approvvigionamento di cotone da una filiera di produttori certificati negli Stati Uniti o aderenti al programma a basso impatto ambientale Better Cotton (nel 2017 la percentuale registrata era 81%). Oltre al cotone made in Usa, Timberland ha deciso di unire la causa ambientale a quella umanitaria, accordandosi con la Smallholder Farmers Alliance di Haiti che riunisce una serie di piccoli e medi coltivatori dell'isola centro-americana. Dopo l'esordio con il raccolto del 2017, l'azienda ha deciso di affidarsi ai 34mila coltivatori della Sfa per rifornirsi di un terzo del cotone necessario per la propria produzione a livello mondiale. 

 

Insieme al cotone, anche la pelle è un materiale fondamentale nelle linee Timberland: l'ambizione è che entro il 2020 l’approvvigionamento avvenga interamente attraverso fornitori che hanno ricevuto una classificazione Argento o Oro (la massima valutazione) da parte della Leather Working Group, che si occupa di sviluppare protocolli ambientali e di assicurarne il mantenimento, sottoponendo a controlli le fabbriche che si occupano di lavorare la pelle.

 

Parlando di scarpe, il traguardo del 2020 è che tutti i modelli delle diverse linee abbiano almeno un componente Ror, sigla che indica un materiale riciclato, organico o rinnovabile: tutte le calzature nelle vetrine degli store Timberland dovranno essere composte entro due anni per almeno il 10% di uno di questi materiali. Traguardo che rispetto a tutti gli altri potrebbe apparire modesto, ma che è comunque fondamentale per sostenere e stimolare l’utilizzo di questi componenti nell'intero settore abbigliamento e moda.

 

Linee davvero green passano anche attraverso i dettagli della fabbricazione di un capo: per questo un'altra delle linee guida stabilite da Timberland è di eliminare completamente prodotti chimici idrorepellenti contenenti Pfc, fluorocarburi che costituiscono potentissimi gas serra. Perfino il Pvc, una delle materie plastiche più diffuse al mondo, è stato quasi del tutto abbandonato. E visto che di plastica in giro per il mondo se ne è accumulata fin troppa, quella utilizzata da Timberland è ricavata dal da vecchie bottiglie riciclate: nelle calzature commercializzate nel corso del 2017 sono stati riconvertiti 40 milioni di bottiglie di plastica – tre milioni in più rispetto a quelle raccolte e riutilizzate l'anno precedente. In totale, a oggi, sono più di 270 milioni quelle riciclate grazie a Timberland. 

 

Il rispetto per la natura passa anche attraverso quella che si ha la possibilità di toccare con mano tutti i giorni: ecco la volontà di recuperare e valorizzare gli spazi verdi urbani in Europa e Stati Uniti, selezionando ogni anno una città in cui intervenire, a partire dal progetto avviato nel 2015. Nell'ottobre 2017, molti impiegati, affiancati da quelli di Journeys, KicksUSA e Urban Outfitters, hanno contribuito al recupero di un'area di 2300 metri quadri del Rail Park di Philadelphia che verrà aperta al pubblico nelle prossime settimane. Se Timberland è un marchio con una radicata identità made in Usa, il suo approccio verso l'ambiente è però globale: entro il 2020 dovranno essere 10 milioni gli alberi innestati per iniziativa del gruppo. Nel solo 2017 sono stati quasi 414mila quelli che hanno potuto mettere radici, portando a quota 9,654,820 il totale piantato dal 2001 a oggi, un dato che potrebbe spingere la company a rivedere al rialzo l'obiettivo per i prossimi anni. Nel conto non sono incluse le quasi 800mila piante che hanno reso più verde Haiti, coinvolgendo ancora una volta la Sfa in un programma agroforestale che ha unito la coltivazione del cotone con la necessità di far rinascere le foreste dell’isola, e ha permesso di dare lavoro a più di 3mila coltivatori.

 

In questo percorso, i dipendenti diventano fondamentali protagonisti attraverso cui portare la filosofia di Timberland al di fuori del luogo di lavoro. Nel 2017 il Path of Service, che prevede che ogni dipendente abbia a disposizione 40 ore all'anno pagate per dedicarsi a lavori di volontariato, ha compiuto 25 anni. Nel solo 2017 sono state quasi 60mila le ore che gli impiegati della compagnia nel mondo hanno donato alle comunità dove vivono e il 2020 è stato scelto come termine entro cui portare almeno a 1,5 milioni le ore totali che i dipendenti potranno dedicare a questi progetti. Progetti che hanno fatto guadagnare a Timberland la stima di Greenpeace, che nel 2010 ha dedicato alla company una menzione particolare tra le aziende in grado coniugare la propria visione della moda con la sostenibilità ambientale. Tre anni prima, nel 2007, Timberland lanciava sul mercato Earthkeepers, lo stivale con cui ha promesso al pianeta di prendersene cura. A undici anni di distanza Timberland continua a percorrere lo stesso sentiero, dritto verso i traguardi del 2020.